IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice /it/ Il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice si svolgerà a Fátima, in Portogallo, dal 29 agosto al 1 settembre 2024. Tue, 14 May 2024 15:48:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.4 /wp-content/uploads/sites/21/2023/01/cropped-CongressoNSA_Simbolo_flaticon-32x32.png IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice /it/ 32 32 Novena a Maria Ausiliatrice 2024 /it/notizie/novena-a-maria-ausiliatrice-2024/ Tue, 14 May 2024 15:37:18 +0000 /?p=15398 Domani, 15 maggio, inizia la Novena a Maria Ausiliatrice, che accompagnerà molti consacrati e laici della Famiglia Salesiana nel loro cammino spirituale verso la Festa di Maria Ausiliatrice, celebrata il 24 maggio. Questo momento spirituale, che celebra la devozione alla Madonna Ausiliatrice, si svolgerà online, permettendo a tutti i fedeli di partecipare da casa propria. […]

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Domani, 15 maggio, inizia la Novena a Maria Ausiliatrice, che accompagnerà molti consacrati e laici della Famiglia Salesiana nel loro cammino spirituale verso la Festa di Maria Ausiliatrice, celebrata il 24 maggio.

Questo momento spirituale, che celebra la devozione alla Madonna Ausiliatrice, si svolgerà online, permettendo a tutti i fedeli di partecipare da casa propria.

I video saranno disponibili ogni giorno da domani sul canale YouTube dei Salesiani e anche sui vari canali linguistici di ANSChannel. Ogni giorno, unitevi alla preghiera con riflessioni, commenti del Rettor Maggiore e testimonianze, in una ricca esperienza di fede e devozione.

Oltre ai video, sarà disponibile una guida scaricabile per consentire ai partecipanti di seguire quotidianamente le preghiere e le meditazioni.

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Cammino Formativo /it/cammino-formativo/cammino-formativo/ Wed, 24 Apr 2024 17:09:55 +0000 /?p=15300 …Ma colla Mansuetudine e colla Carità La mansuetudine degli agnelli si percepisce con l’intensità del contrasto, in scena subito dopo il suo opposto rappresentato dalla ferocia degli animali che li han preceduti. Quando Giovanni rivive in qualche modo lo stesso sogno alla vigilia della migrazione del primo oratorio dal Convitto Ecclesiastico a Valdocco la sua […]

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…Ma colla Mansuetudine e colla Carità

La mansuetudine degli agnelli si percepisce con l’intensità del contrasto, in scena subito dopo il suo opposto rappresentato dalla ferocia degli animali che li han preceduti. Quando Giovanni rivive in qualche modo lo stesso sogno alla vigilia della migrazione del primo oratorio dal Convitto Ecclesiastico a Valdocco la sua reazione sembra meno pronta e audace di quando aveva nove anni. Siamo alla seconda domenica di ottobre del 1844: “Sognai di vedermi in mezzo ad una moltitudine di lupi, di capre e capretti, di agnelli, pecore, montoni, cani ed uccelli. Tutti insieme facevano un rumore, uno schiamazzo o, meglio, un diavolio da incutere spavento ai più coraggiosi. Io voleva fuggire…” (Fonti Salesiane, 1241-1242).

La mitezza e la carità che qui si vuole raggiungere deve essere anzitutto una “metamorfosi” interiore per Giovanni e per chi diventerà non solo agnello, ma pastore del gregge, come prefigura il sogno del 1844 a cui si è accennato. É un frutto maturo che viene da una lunga gestazione. È un frutto pasquale. È una mutazione che non si improvvisa ed esige un lungo tirocinio, come è stato per i 12 dal primo incontro col maestro sul lago di Galilea fino all’ultima salita a Gerusalemme, e da quel nuovo inizio fino “ai confini del mondo” a cui sono stati mandati.

Nel catechismo si imparava un tempo a distinguere tra virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) e virtù teologali (fede, speranza e carità). Queste ultime non sono il risultato dell’ingegno e volizione di chi ce la mette tutta… C’è un insieme di natura e di grazia, di grazia e di libertà, che permette a questa carità dall’alto di diventare l’energia che muove i nostri passi e riempie le relazioni di una vitalità dove il “come in cielo” e il “così in terra” sono entrambi di casa.

C’è un articolo delle Costituzioni dei Salesiani di Don Bosco dedicato completamente al fondatore. Art 21: “Il Signore ci ha donato Don Bosco come padre e maestro. Lo studiamo e io imitiamo, ammirando in lui uno splendido accordo di natura e di grazia. Profondamente uomo, ricco delle virtù della sua gente, egli era aperto alle realtà terrestri; profondamente uomo di Dio, ricolmo dei doni dello Spirito Santo, viveva ‘come se vedesse l’invisibile’ (Eb 11,27) . Questi due aspetti si sono fusi in un progetto di vita fortemente unitario: il servizio dei giovani”. Questa è la carità a cui lui è stato formato. Da chi? Dalla Provvidenza a cui lui ha corrisposto meglio che poteva, ma che si è servita di tanti, primi tra tutti proprio quei lupi che diventavano agnelli: i giovani sono stati i primi formatori di Don Bosco, per grazia.

La mitezza degli agnelli del sogno, dunque, non è un’immagine bucolica di tranquillità, da giardino primaverile profumato di fiori. Se si guarda all’insieme della vita e missione di don Bosco, inveramento di quel sogno, si tratta piuttosto di agnello e pastore dal sapore biblico.

E nella Scrittura la parola che spiega e illumina tutte le altre è sempre quella conclusiva, quella che viene dalla Pasqua. Lì, dove il pastore dà la vita per le pecore, si comprende la portata del “Beati i miti perché avranno in eredità la terra” (Mt 5,5): la croce è la pienezza di questa beatitudine-profezia. C’è un altro riferimento alla mitezza nello stesso vangelo, ancora più intenso perché il maestro propone direttamente sé stesso come modello, proprio su questo versante: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29).

La parola che nel greco dei vangeli è stata usata e che è stata resa in italiano con “mite” è PRAUS – praeis al plurale. Nella cultura greca era una delle virtù più onorate, la cui radice lontana veniva dal mondo militare, e più precisamente dall’impiego dei cavalli al suo interno. PRAUS era il cavallo ben addestrato, tanto docile quanto vigoroso, pronto a rimanere in attesa per tempi anche lunghissimi come a lanciarsi nel folto della battaglia, fedele in tutto al suo cavaliere.

Quando la signora tanto bella quanto vicina e materna, chiede a Giovanni di rendersi umile, forte e robusto non sta forse puntando nella stessa direzione? Non è questo tipo di resilienza paziente e audace che renderà Giovanni capace di continuare a camminare tra rose e spine e di andare avanti “fino alla temerità”, fino all’ultimo respiro, nel “da mihi animas caetera tolle” che è diventato tutt’uno con la sua vita?

Questo è il modo di essere di chi ha fatto suo nel cuore, nella mente e nelle forze quell’inno alla carità che Don Bosco pone a fondamento del Sistema Preventivo, quando finalmente nel 1877 si decide a scriverlo, o, meglio, a descrivere quanto da anni già stava vivendo e insegnando a vivere. “La pratica di questo sistema è tutta appoggiata sopra le parole di S. Paolo che dice: Charitas benigna est, patiens est; omnia suffert, omnia sperat, omnia sustinet. La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera tutto e sostiene qualunque disturbo”.

Due incoraggiamenti per noi:

  • Per chi crede i doni della grazia, di cui la carità è la pienezza, anzitutto si desiderano e proprio per questo anzitutto si chiedono. Anziché partire dallo sforzo, magari anche dallo sconforto per sentirsi così lontani e poveri, ci si può lasciar attrarre, affascinare, conquistare dal valore e dalla bellezza di questo “splendido accordo” e chiederlo come grazia. È una grazia di unità, di armonia del cuore in sintonia con i movimenti dello Spirito, che crescerà con noi insieme a questo desiderio, dove possiamo coinvolgere anche i nostri santi nella preghiera, a partire da San Giovanni Bosco. Non dimentichiamoci che lo si può pregare oltre che ammirare.
  • La Carità non è un contorno ma il cuore di tutto, a cui costantemente si ritorna, origine e meta di ogni altro passo (come lo è l’eucaristia). Qualunque sia il punto in cui ci troviamo noi e “il punto in cui si trova la libertà” delle persone che accompagniamo possiamo sempre partire da lì e iniziare da lì a camminare. Non c’è pubblicano in fondo al tempio che non possa essere ascoltato, o ladrone sulla croce a cui si preclude il Paradiso, o samaritana al pozzo che venga preclusa dall’incontro. Non c’è Bartolomeo Garelli nella sacrestia l’8 dicembre 1841 o Michele Magone alla stazione di Carmagnola che non sia proprio al posto giusto, al giusto momento, se dall’altra c’è un poco della carità di Don Bosco, allora come oggi. Da lì si parte, e come meta mai nulla di meno che la pienezza della carità che è la stessa cosa con la pienezza della vita nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo AMEN.

Silvio Roggia SDB

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Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice: Fondo di Solidarietà /it/notizie/congresso-internazionale-di-maria-ausiliatrice-fondo-di-solidarieta/ Fri, 05 Apr 2024 14:39:27 +0000 /?p=15246 Il Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice riunirà la Famiglia Salesiana di tutto il mondo a Fatima dal 29 agosto al 1° settembre.L’ADMA Primaria di Torino ha istituito un Fondo di solidarietà per sostenere i gruppi che hanno difficoltà a partecipare. Con lo scopo principale di approfondire e diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice, i Congressi […]

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Il Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice riunirà la Famiglia Salesiana di tutto il mondo a Fatima dal 29 agosto al 1° settembre.
L’ADMA Primaria di Torino ha istituito un Fondo di solidarietà per sostenere i gruppi che hanno difficoltà a partecipare.

Con lo scopo principale di approfondire e diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice, i Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice sono eventi organizzati dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e sono rivolti a tutta la Famiglia Salesiana.

Promuovendo lo spirito di solidarietà e di aiuto reciproco, è stato istituito dall’ADMA Torino Primaria un Fondo di Solidarietà per sostenere i gruppi più svantaggiati e permettere anche a loro di essere presenti.

Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico bancario all’IBAN IT16 V030 6909 6061 0000 0130 575 o tramite questo link.

L’importo totale raccolto sarà suddiviso tra i gruppi che richiedono il sostegno. Non sono previsti contributi per i singoli partecipanti.

Per ulteriori informazioni, contattare

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IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice: “Ti darò la Maestra” a Fatima – Guarda il Reportage /it/notizie/ix-congresso-internazionale-di-maria-ausiliatrice-ti-daro-la-maestra-a-fatima-guarda-il-reportage/ Thu, 21 Mar 2024 09:12:20 +0000 /?p=15222 La conferenza stampa di presentazione del IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che si terrà a Fatima dal 29 agosto al 1° settembre 2024, è stata ampiamente diffusa dall’agenzia Ecclesia. Guarda il reportage video e scopri il programma e i principali relatori dell’evento, che ha come tema centrale “Ti darò la Maestra”.

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La conferenza stampa di presentazione del IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che si terrà a Fatima dal 29 agosto al 1° settembre 2024, è stata ampiamente diffusa dall’agenzia Ecclesia. Guarda il reportage video e scopri il programma e i principali relatori dell’evento, che ha come tema centrale “Ti darò la Maestra”.

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Il Congresso di Maria Ausiliatrice rinnova l’invito a tutti i devoti della Madonna /it/notizie/il-congresso-di-maria-ausiliatrice-rinnova-linvito-a-tutti-i-devoti-della-madonna/ Fri, 15 Mar 2024 18:05:15 +0000 /?p=15166 A meno di cinque mesi dal Congresso di Maria Ausiliatrice, l’Ispettoria dei Salesiani ha rivolto un invito a tutti i movimenti mariani del Paese e a tutta la Chiesa a partecipare. Il vescovo José Ornelas presiederà l’Eucaristia di apertura e don Carlos Cabecinhas terrà una relazione su Fatima. Il Vescovo di Leiria-Fatima, José Ornelas, presiederà […]

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A meno di cinque mesi dal Congresso di Maria Ausiliatrice, l’Ispettoria dei Salesiani ha rivolto un invito a tutti i movimenti mariani del Paese e a tutta la Chiesa a partecipare. Il vescovo José Ornelas presiederà l’Eucaristia di apertura e don Carlos Cabecinhas terrà una relazione su Fatima.

Il Vescovo di Leiria-Fatima, José Ornelas, presiederà l’Eucaristia di apertura del IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice il 29 agosto alle 19.00. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio di venerdì 15 marzo presso la sede dell’Ispettoria salesiana di Lisbona.

Il Rettore del Santuario, don Carlos Cabecinhas, terrà la prima relazione la mattina del 30. L’intervento del Rettore del Santuario intende fornire a tutti i partecipanti, che possono avere più o meno familiarità con Fatima, una contestualizzazione della storia e del messaggio di uno dei più grandi luoghi di devozione mariana del mondo.

Padre Tarcízio Morais, Provinciale dei Salesiani, ha esteso l’invito a tutti i movimenti mariani del Paese e a tutta la Chiesa a partecipare. Ha sottolineato che, sebbene sia l’Associazione di Maria Ausiliatrice a organizzare l’evento, “l’obiettivo numero uno del Congresso è conoscere e approfondire la devozione a Maria”.

Non appena è stata presentata l’intenzione di tenere il Congresso a Fatima, ha ricordato padre António Marcelino, SDB, dell’équipe organizzativa del Congresso, il Santuario ha accolto l’iniziativa con totale disponibilità. “Questo Congresso viene da Fatima”, ha ricordato.

Andrea Bozzolo, Rettore dell’Università Pontificia Salesiana di Roma; il biblista spagnolo don Juan José Bartolomé; la specialista in Teologia sistematica suor Adriana Silva Castillo, uruguaiana; la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Scrimieri e il Vescovo ausiliare di Donetsk, Ucraina, Mons. Maksym Ryabukha, SDB.

Mons. Maksym Ryabukha, SDB, darà una testimonianza ai partecipanti e presiederà il rosario e la processione l’ultimo giorno di agosto presso il Santuario di Fatima.

L’organizzazione spera di attirare circa 1.000 partecipanti all’incontro, che è la media di presenze degli ultimi congressi. “Inizialmente, quando è stato annunciato che il prossimo congresso si sarebbe tenuto in Portogallo, ci aspettavamo circa 1.500 partecipanti. Ma questa è stata la media degli ultimi congressi”, ha detto il responsabile dell’organizzazione, padre Marcelino.

Le iscrizioni al congresso rimarranno aperte fino al 24 luglio, hanno dichiarato gli organizzatori.

Il programma dettagliato del IX Congresso è stato reso noto dagli organizzatori, che garantiscono che ci saranno anche molti momenti di preghiera, con Eucaristie quotidiane e Via Crucis. “I partecipanti lo chiedono”, ha spiegato il sacerdote. Nei giorni del Congresso, i partecipanti avranno la possibilità di partecipare all’Eucaristia in diverse lingue: inglese, francese, italiano, spagnolo e portoghese. Le Eucaristie di apertura e di chiusura saranno congiunte.

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Il Vescovo ausiliare di Donetsk, Ucraina, parteciperà al Congresso di Maria Ausiliatrice a Fatima /it/notizie/il-vescovo-ausiliare-di-donetsk-ucraina-partecipera-al-congresso-di-maria-ausiliatrice-a-fatima/ Wed, 13 Mar 2024 12:00:29 +0000 /?p=15124 Il Vescovo ausiliare di Donetsk, Ucraina, parteciperà al Congresso di Maria Ausiliatrice a Fatima. Mons. Maksym Ryabukha, SDB, darà testimonianza ai partecipanti al congresso e presiederà il rosario e la processione l’ultimo giorno di agosto presso il Santuario di Fatima. D. Maksym Ryabukha, vescovo salesiano dell’Ucraina, darà la sua testimonianza sul vivere il sogno di […]

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Il Vescovo ausiliare di Donetsk, Ucraina, parteciperà al Congresso di Maria Ausiliatrice a Fatima. Mons. Maksym Ryabukha, SDB, darà testimonianza ai partecipanti al congresso e presiederà il rosario e la processione l’ultimo giorno di agosto presso il Santuario di Fatima.

D. Maksym Ryabukha, vescovo salesiano dell’Ucraina, darà la sua testimonianza sul vivere il sogno di San Giovanni Bosco in mezzo a una comunità in guerra.

Il salesiano era direttore della casa salesiana di Maria Ausiliatrice alle porte della capitale ucraina, Kyiv, al momento dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. Dopo l’invasione, il salesiano è stato un punto di contatto con i salesiani nel Paese. L’Agenzia ANS ha raccontato il modo in cui la Chiesa ha sostenuto la popolazione, distribuendo aiuti umanitari, celebrando l’Eucaristia nei bunker, visitando gli sfollati e cercando di mantenere la normalità della vita quotidiana di bambini e ragazzi, dove possibile, con oratori itineranti e campi di vacanza.

Nell’estate del 2022, il salesiano è stato responsabile dell’organizzazione dei campi estivi in Ucraina, offrendo “almeno qualche momento di serenità a giovani che hanno visto la morte da vicino e che ancora inseguono la vita con tutte le loro forze”, ha spiegato il religioso.

Ad agosto, il vescovo ucraino sarà in Portogallo per parlare ai partecipanti del IX Congresso di Maria Ausiliatrice, che si terrà a Fatima tra il 29 agosto e il 1° settembre.

Sabato 31 agosto, il vescovo Maksym presiederà il Rosario alle 21.30 e la Processione a lume di candela, in una giornata in cui, come di consueto in questa data, è prevista una grande affluenza di fedeli.

D. Maksym Ryabukha è stato ordinato Vescovo ausiliare dell’Esarcato arcivescovile di Donetsk e nominato Vescovo titolare di Stephaniacum nella Cattedrale patriarcale della Resurrezione di Cristo a Kyiv il 22 dicembre 2022.

Foto © Ukranian Greek Catholic Church

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L’inno “Vi darò la Maestra” presentato nel programma Mattina in diretta /it/notizie/linno-vi-daro-la-maestra-presentato-nel-programma-mattina-in-diretta/ Tue, 27 Feb 2024 17:37:27 +0000 /?p=15065 Il programma Manhã Viva della TV Canção Nova ha presentato l’inno del IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Padre Simão Cruz e António Ferreira, autore e compositore del tema, sono stati gli ospiti del programma. “Ti darò la Maestra” è il nome dell’inno del Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che riunirà la Famiglia Salesiana a […]

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Il programma Manhã Viva della TV Canção Nova ha presentato l’inno del IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Padre Simão Cruz e António Ferreira, autore e compositore del tema, sono stati gli ospiti del programma.

“Ti darò la Maestra” è il nome dell’inno del Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che riunirà la Famiglia Salesiana a Fatima dal 29 agosto al 1° settembre 2024. Padre Simão Cruz e António Ferreira, autore e compositore di questo tema, erano presenti nel programma Manhã Viva per presentare l’inno.

Salesiano da oltre 56 anni, don Simão Cruz ha esordito spiegando il suo legame con la Congregazione, che deve a un amico. António Ferreira, ha ricordato anche il suo legame con i salesiani, ai quali è sempre stato legato, avendo anche studiato teologia. Oggi questo legame continua e António è insegnante di musica presso i Salesiani di Estoril.

La scelta di loro due per questo progetto è stata fatta dai responsabili del Congresso in Portogallo, in particolare da don Marcelino. È stata una scelta quasi inevitabile. Con un master in musica, e fortemente influenzato dalla madre – “che partecipava a tutti i cori della chiesa” – António Ferreira è sempre stato legato alla musica e, soprattutto, al canto. Don Simão Cruz, invece, ha sempre amato la poesia e così è stato facile per lui creare la poesia di questo inno, che si ispira al “Sogno dei nove anni” di Don Bosco.

Quanto è importante un inno?

Nel creare la melodia dell’inno, António Ferreira ha cercato di creare una “musica semplice” che tutti possano cantare in “ogni momento”.

Creato in “armonia”, combinando la “parte lirica con quella musicale”, l’inno “Darei-te a Mestra” è stato concepito, come dice padre Simão, con “ispirazione e creatività”. Sono state create due poesie ed è stata scelta quella che meglio rifletteva il “Sogno dei 9 anni”, di cui stiamo celebrando il bicentenario.

Per António Ferreira, la musica, e in particolare questo inno, avrà un “posto di rilievo” al IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, poiché la sua missione sarà quella di “riunire i partecipanti”. “L’inno può essere un legame tra i partecipanti, stabilendo l’unità”, sottolinea l’insegnante di musica.

“Vi darò il Maestro”

Il videoclip, che presenta l’inno cantato in portoghese e il coro tradotto in inglese e in italiano, e successivamente anche in spagnolo, vuole anche sottolineare il legame dei Salesiani con l’educazione, presentando cioè le varie presenze salesiane che hanno scuole.

Maria, Madre e Maestra

Alla domanda su cosa si aspetta da questo Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, António Ferreira ha risposto: “Spero che ci sentiamo riuniti, come famiglia di Don Bosco, intorno a Maria Ausiliatrice”. Per don Simão, ciò che unirà tutti i partecipanti è “l’amore e l’affetto che la Famiglia Salesiana ha per la Madonna Ausiliatrice”.

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Il mistero del nome: si conosce quello che si vive – 2 /it/cammino-formativo/il-mistero-del-nome-si-conosce-quello-che-si-vive-2/ Sat, 24 Feb 2024 08:00:00 +0000 /?p=15020 1. Il nome nel sogno dei nove anni Ascoltare una Parola che viene da fuori. All’inizio del sogno c’è una teofania: appare un uomo venerando, in virile età, nobilmente vestito di un manto bianco, con la faccia luminosa che non poteva rimirarlo. La voce che chiama Giovannino (mi chiamò per nome) viene da fuori e […]

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1. Il nome nel sogno dei nove anni

Ascoltare una Parola che viene da fuori. All’inizio del sogno c’è una teofania: appare un uomo venerando, in virile età, nobilmente vestito di un manto bianco, con la faccia luminosa che non poteva rimirarlo. La voce che chiama Giovannino (mi chiamò per nome) viene da fuori e si presenta con un comando (mi ordinò), tutto il contrario del comprendere la vita come sogno da realizzare (autorealizzazione come lo intende la cultura odierna). Nessuno si dà il nome ma lo riceve, non mi chiamo da solo. Nel nome è scritta la vocazione e in essa è inserito il metodo (non con le percosse ma con mansuetudine e carità), la missione/fine (guadagnare questi tuoi amici), il contenuto (istruzione sul peccato e sulla virtù).
Conoscere l’identità di chi ti parla. Chi siete? La domanda sull’identità del personaggio misterioso riguarda tutti noi. “Chi dite che io sia?” domanda Gesù ai suoi discepoli. Maria si domanda che senso avesse un tale saluto. È impossibile sfuggire a tale domanda per dare una risposta di senso alla propria vita, non si appartiene all’ADMA senza chiedere a Gesù e senza ricevere da Lui la risposta: “il Figlio di Maria”. Nell’esperienza di don Bosco la conoscenza di Gesù avviene attraverso Maria, nell’esperienza millenaria della Chiesa il grembo di Maria che ha generato Gesù continua a formarlo nella mente e nel cuore di coloro che credono in Lui.
Non avere fretta. Non è raro imbattersi nel volere tutto e subito, nell’avere un desiderio e vederlo già realizzato. Eppure, questa non è la modalità di educazione, la paideia di Dio. Basta leggere la lettera agli Ebrei per comprendere che l’azione di Dio passa attraverso la correzione, l’educazione, la pazienza, richiede tempi lunghi. La Madonna dice a Giovannino: “a suo tempo tutto comprenderai”. La comprensione del sogno per don Bosco avviene a Roma nella casa del Sacro Cuore il 16 maggio 1887: “Quella mattina don Bosco volle scendere in chiesa per celebrare all’altare di Maria Ausiliatrice. Non meno di quindici volte durante il divin sacrifizio si arrestò, preso da forte commozione e versando lacrime. Don Viglietti che lo assisteva dovette di quando in quando distrarlo, affinché potesse andare avanti. […] Chi non avrebbe desiderato saper quale fosse la causa di tanta emozione? Don Viglietti, quando lo vide ritornato nella sua calma abituale, glielo domandò. Rispose: – Avevo dinanzi agli occhi viva la scena di quando sui dieci anni sognai della Congregazione. Vedevo proprio e udivo la mamma e i fratelli questionare sul sogno…- Allora la Madonna gli aveva detto: – A suo tempo tutto comprenderai. – Trascorsi ormai da quel giorno sessantadue anni di fatiche, di sacrifizi, di lotte, ecco un lampo improvviso gli aveva rivelato nell’erezione della Chiesa del Sacro Cuore a Roma il coronamento della missione adombratagli misteriosamente sull’esordire della vita. Dai Becchi di Castelnuovo alla Sede del Vicario di Gesù Cristo com’era stato lungo e arduo il cammino! Sentì in quel punto che l’opera sua personale volgeva al termine, benedisse con le lacrime agli occhi la divina Provvidenza e levò lo sguardo fiducioso al soggiorno dell’eterna pace in seno a Dio” (MB, XVIII, 340-341). Spesso le vie di Dio sembrano così tortuose, così diverse da come le avremmo tracciate noi, eppure la pazienza che deriva dalla fede è l’unica possibilità per vedere realizzato il disegno divino.
Far pace con la propria storia familiare. Giovannino la mattina seguente condivide il sogno con la sua famiglia. E’ simpatico ascoltare le reazioni dei fratelli “che si misero a ridere”, della mamma e della nonna: “guardiano di capre, di pecore o di altri animali”, “chissà che non abbi a diventare prete”, “capo di briganti”, “non bisogna badare ai sogni”. Egli allora era del parere della nonna e nel manoscritto originale è sottolineato, proprio a rafforzare l’idea che sembrava una cosa così impossibile da realizzare, che era meglio concentrarsi sul presente, vivere la quotidianità, essere concreti nella vita contadina da portare avanti con fatica. V’invito a leggere fra le righe le relazioni all’interno della famiglia Bosco: c’era stata la grave perdita del padre eppure non era venuto meno il dialogo, ognuno poteva esprimersi liberamente ed era rispettato e valorizzato nella sua identità, le difficoltà relazionali e le differenze di opinione venivano affrontate nella verità e risolte anche attraverso scelte dolorose di allontamento (cfr. Cascina Moglia), la presenza equilibratrice e saggia della mamma garantiva una serena anche se faticosa crescita delle relazioni. Quanto è importante rileggere la propria storia familiare, far pace con le ferite relazionali che possono esserci state nei confronti dei nostri genitori, dei fratelli, di altri parenti! Ne va del nostro equilibrio personale e della risposta a quanto il Signore ci chiede di realizzare. L’atteggiamento peggiore sarebbe quello di fuggire da tale realtà o di far finta che non esistono difficoltà: tale posizione impedirebbe un sano sviluppo della nostra vocazione e missione.

2. L’eredità del nome

Al figlio è donato un nome. Nel nome c’è tutta la sua singolarità e unicità. Scrive Maria Zambrano: “Niente è più decisivo di una vita delle proprie origini. Per questo un padre rappresenta molto di più di un uomo che ci ha generati. Ci dà un nome. Finché la nostra vita individuale dura sarà segnata da questo nome e grazie a questo smettiamo di essere uno per essere qualcuno ben definito. La nostra individualità, così concreta, è legata al nome che riceviamo da nostro padre, per noi sigillo, segno distintivo. Avere un nome significa avere una origine chiara, appartenere ad una stirpe, avere un destino, sentirsi chiamati da voci inconfondibili, sentirsi legati e obbligati. Avendo un nome sentiamo che in ogni nostra azione mettiamo in gioco tutta l’eredità che ci vincola, ci sentiamo responsabili di cose che, se fossero nostre, non ci premerebbero e, invece, ci premono molto di più di quelle che ci riguardano direttamente. È il peso, la chiamata di coloro che si chiamarono come noi, continuità viva che forma la storia reale; siamo eredi, siamo sempre continuatori. Niente ha avuto inizio con noi. Il nome ci dà concretamente, senza considerazioni astratte, la responsabilità storica che è di tutti, non solo di chi occupa un posto elevato, da protagonista. Tutti siamo, in un modo o nell’altro, responsabili della storia depositari della continuità. Responsabilità storica e responsabilità anche di fronte a qualcosa che è più difficile da nominare: la coscienza della nostra limitatezza, dell’essere stati generati; umiltà di fronte all’origine” (M. Zambrano, Verso un sapere dell’anima, 118).

3. La storia di Natanaele (Gv 1,45-51)

L’antefatto. Natanaele, detto anche Bartolomeo, è uno dei dodici apostoli di Gesù. All’inizio del Vangelo di Giovanni è raccontata la storia della sua vocazione, il modo in cui il Signore lo ha chiamato. È un personaggio davvero simpatico e ha a che fare con il tema del nome e della comprensione graduale di esso nella propria vita. Un giorno Filippo comunica all’amico Natanaele che ha incontrato Gesù di Nazareth, Egli è il Messia di cui parlarono Mosè nella legge e i Profeti. La reazione di Natanaele è pronta ad esprimere il suo scetticismo: il Messia non può avere la sua patria in un villaggio insignificante come quello di Nazareth. Siamo di fronte allo scandalo di sempre, che tutti coloro che non sono ancora giunti alla fede sollevano di fronte alla persona di un Dio che si fa uomo come noi. Siamo di fronte alla logica evangelica dell’umile segno da cui deriva il massimo bene, che è nascosto all’uomo che si ritiene sicuro di sé in questo mondo. Filippo non tenta di chiarire o risolvere il dubbio del compagno, ma cerca di invitarlo ad una esperienza personale con il Maestro, la stessa da lui vissuta in precedenza e che ha cambiato la sua vita. Solo la fede è capace di far superare i motivi di scandalo e di autosufficienza umana. E Gesù la suscita in realtà in ogni uomo che si mette in ascolto della sua parola, come fece Natanaele, che acconsentì ad accogliere il mistero che Filippo gli proponeva con il semplice invito: Vieni e vedi (v.46).
L’incontro. La prontezza di Natanaele ad incontrarsi con Gesù, segno della sua sincera ricerca e del suo desiderio di venire alla verità è riconosciuta da colui che legge nel cuore dell’uomo. E Gesù, nel vederlo in cammino verso di lui, disponibile e aperto, lo previene e lo saluta come un autentico rappresentante d’Israele, un uomo nel quale non c’è doppiezza di vita e che confessa la propria povertà davanti a Dio. Gesù, in questo suo futuro discepolo, considera uno del “resto”, del vero popolo di Dio, proprio perché conosce Gesù vedendolo. Il discepolo, stupito dalle parole di Gesù nei suoi riguardi, domanda al Maestro come possa conoscerlo. L’espressione: “Come mi conosci?” rivela l’origine divina della persona di Gesù, la conoscenza soprannaturale che egli ha dei segreti degli uomini. Gesù conosce bene Natanaele perché conosce ogni uomo e sa che cosa c’è nell’intimo di ciascuno. Proprio questo Gesù dà a Natanaele ancora una prova per rivelargli la conoscenza della sua persona: egli ho ha visto mentre era sotto il fico. Il fatto è una chiara allusione alla conoscenza che Natanaele aveva delle tradizioni ebraiche sul Messia e all’amore che egli nutriva verso le Scritture, essendo soliti i rabbini leggere e commentare la Thorà sotto l’albero. Anche là il discepolo era accompagnato e sostenuto da uno sguardo amoroso di Dio. Natanaele si arrende davanti all’evidenza e riconosce in Gesù il Messia e confessa: “Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il Re d’Israele” (v. 49).
La promessa. Con la sua testimonianza di fede umana nel Messia, Natanaele è disponibile ad una ulteriore rivelazione di Gesù. E l’evangelista, mettendo sulla bocca di Gesù la promessa: “Vedrai cose maggiori di queste” (v. 50), sottolinea che la fede iniziale del discepolo sarà rafforzata da segni ulteriori dell’attività ministeriale di Gesù, che manifestano la gloria del Figlio dell’uomo. La rivelazione, che Cristo promette al discepolo, trova già nel v. 51 una chiara e solenne affermazione: “In verità, in verità vi dico, vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”. Staccato dal contesto singolare del brano il “vedrete” contiene una grande profezia sulla manifestazione della gloria di Gesù, che si estende in tutto l’arco della vita fino al suo ritorno verso il Padre. Il versetto è il vertice verso cui tende tutta la pericope in un movimento in crescendo verso la persona di Gesù. All’inizio, un piccolo gruppo di persone è in ricerca di Gesù e, per capire chi egli sia, tenta di stabilire un confronto con il Battista (1,19-34). Successivamente, i discepoli riflettono su Gesù e lo confessano con vari titoli: Agnello di Dio (v.36), Rabbi (v.38), Messia (v.41), colui che scrissero Mosè nella legge e i profeti (v.45), Figlio di Dio e re d’Israele (v.49). Agli sforzi dell’uomo per capire chi sia Gesù, infine, Gesù stesso dà una risposta che serve per correggere e completare le varie comprensioni. I discepoli non hanno sbagliato nella loro presentazione del Maestro, ma lo hanno collocato sempre nel contesto delle speranze messianiche di Israele. Gesù oltrepassa questa speranza, utilizza un linguaggio apocalittico e parla della rivelazione continua del Padre, di un movimento di salita e discesa degli angeli, richiamando la scena di Giacobbe, nella quale il patriarca sognò di vedere una scala che poggiava sulla terra, mentre la cima raggiungeva il cielo; e su di essa, ecco, gli angeli di Dio salire e scendere (Gen 28,12). Il salire e scendere è un richiamo alla realtà umana e divina di Gesù. Egli, pur essendo tra gli uomini, è in comunione con il Padre e svolge la sua funzione di rivelatore, perché è il “luogo” dove si riflette il mondo del Padre. Per l’evangelista, ogni vero israelita è davanti alla “casa di Dio” e alla “porta del cielo”, prefigurate dalla persona storica di Gesù, dove si contempla il mistero del “Figlio dell’uomo”. L’uomo Gesù è il Figlio dell’uomo, è il Logos incarnato e l’uomo glorificato dalla risurrezione, che rivela con autorità il Padre. Al termine di questo primo itinerario di fede dei discepoli possiamo constatare come Giovanni abbia posto sulla loro bocca una terminologia riguardante l’approfondimento del mistero della persona di Gesù, che, in realtà, ebbe luogo lungo tutto l’arco della vicenda terrena con il Signore fin dopo la sua risurrezione.

4. Per la concretezza del cammino

Quanto vissuto da Giovanni Bosco nel sogno e compreso alla fine della vita e quanto rivelato da Gesù a Natanaele e letto alla luce della sua risurrezione ci mostrano che il mistero del nome e del senso di una vita si comprendono a partire dalla fine. Come il significato di un film non si evince dalla scena iniziale, ma solo da quella finale, allo stesso modo dal momento che “siamo tempo” la dinamica di una vita si comprende gradualmente e in un processo costante di crescita. Dal punto di vista educativo la virtù umana più citata nel Nuovo Testamento e conseguente all’essere tempo è la pazienza o perseveranza (upomonè), particolarmente indicata a vivere più da seminatori che da raccoglitori, più da contadini che da negozianti. Il termine (upo=sotto e meno=restare) indica letteralmente l’atteggiamento di Maria di “stare sotto la croce”, di essere sottomessa alla volontà del Padre. Così, come nel sogno, Maria ci rivelerà il nome di suo Figlio nell’intreccio tra la sua e la nostra storia.

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Servizio di animazione per bambini e giovani organizzato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice /it/notizie/servizio-di-animazione-per-bambini-e-giovani-organizzato-dalle-figlie-di-maria-ausiliatrice/ Mon, 19 Feb 2024 15:24:03 +0000 /?p=14991 Durante il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice a Fatima, avremo un servizio di animazione dedicato ai bambini e ai giovani, organizzato con amore dalle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA). Le FMA porteranno la loro esperienza e dedizione per creare un ambiente ludico ed educativo, offrendo momenti di divertimento e apprendimento ai nostri piccoli partecipanti. […]

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Durante il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice a Fatima, avremo un servizio di animazione dedicato ai bambini e ai giovani, organizzato con amore dalle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).

Le FMA porteranno la loro esperienza e dedizione per creare un ambiente ludico ed educativo, offrendo momenti di divertimento e apprendimento ai nostri piccoli partecipanti. Con una varietà di attività previste, il servizio di animazione garantirà ai bambini e ai giovani un’esperienza arricchente, mentre gli adulti si godranno il congresso.

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani invita al IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice /it/notizie/il-rettor-maggiore-dei-salesiani-invita-al-ix-congresso-internazionale-di-maria-ausiliatrice/ Fri, 16 Feb 2024 12:44:21 +0000 /?p=14964 Il Cardinale Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, ha inviato un breve video per invitare la Famiglia Salesiana a partecipare al IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Dal 29 agosto al 1° settembre 2024, Fatima ospiterà il 9° Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, promosso dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA). Ricordando l’importanza di questo incontro […]

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Il Cardinale Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, ha inviato un breve video per invitare la Famiglia Salesiana a partecipare al IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice.

Dal 29 agosto al 1° settembre 2024, Fatima ospiterà il 9° Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, promosso dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA). Ricordando l’importanza di questo incontro per tutta la Famiglia Salesiana, il Rettor Maggiore dei Salesiani, il Cardinale Ángel Fernández Artime, ha lanciato un breve appello video affinché tutti partecipino con un “cuore mariano salesiano”.

Registrato nel cortile di Valdocco a Torino, nel video il Rettor Maggiore sottolinea il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice come “evento della Famiglia Salesiana” e ricorda la grande emozione con cui è stato vissuto il Congresso di Buenos Aires: “Ricordo ancora la vera emozione e il profondo significato con cui abbiamo vissuto il Congresso di Buenos Aires”, ha sottolineato.

António Marcelino, uno dei coordinatori dell’incontro, ha lanciato un appello simile: “Sono certo che sapete che il Papa è stato in Portogallo e a Fatima, e ci ha invitato a essere presenti a ‘tutto, tutto, tutto’ e ‘tutti, tutti, tutti’, perché gli eventi della Chiesa sono per tutti”.

Questi sono stati i primi video di una serie di nove che verranno diffusi fino al IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, in cui varie personalità del mondo salesiano inviteranno tutti a partecipare a questo importante momento familiare.

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